ma che parlamme a fa’…

Dal 4 gennaio 2015 Pino Daniele non c’è più. Ma non è di uno dei miei musicisti preferiti che voglio scrivere, bensì di alcuni versi di uno dei suoi blues più belli, e che mi sono venuti in mente leggendo le parole di Ignazio Silone a proposito dello spaventoso terremoto che, il 13 gennaio 1915, si avventò sulla terra abruzzese. Avezzano fu completamente rasa al suolo: rimase in piedi una sola casa. Della ricostruzione Silone racconta: Continua a leggere

è settembre e i libri di testo costano troppo

Ho comprato ieri un diario per la scuola, uno di quelli in miniatura che si usano ora (ma come fanno a scriverci l’assegno?!). Serve a mia figlia che va al terzo liceo scientifico. L’ho pagato € 15,00: € 15,00 per poco più di 300 pagine bianche a quadretti con qualche disegnino.
Poi ho comprato anche un libro: un libro di Storia dell’arte (lo trovate qui: è il vol. C). Bel formato grande, a 4 colori, pieno di immagini e di testi complessi (d’altra parte è il libro di arte per un liceo scientifico), ottimo editore, pag. 276 + contenuti digitali. Tutto a € 16,90.
Al confronto il diario mi è sembrato un vero e proprio furto. Continua a leggere

posizionologia della lettura

Come si legge, ci avete mai pensato? Qual è la posizione preferita o preferibile per leggere, per permettere al corpo di far confluire tutte le energie agli occhi e al cervello? e c’è una posizione diversa a seconda del supporto che si utilizza? il quotidiano, il libro, l’Ipad presuppongono una distribuzione diversa del corpo nello spazio?
Lo so, lo so che molti staranno pensando soprattutto a dove si legge, immaginando subito una virata scatologica del discorso, ma in realtà l’argomento è serio ed è stato oggetto di argute riflessioni. Continua a leggere

21 letterine o poco più

Maryanne Wolf, l’autrice del libro Proust e il calamaro, è una neuroscienziata americana, che partendo dalla preoccupazione tipicamente materna, di quanto pc e tablet possano condizionare le strutture cerebrali dei nostri figli, ha cominciato a concentrare la sua ricerca sui meccanismi cognitivi che si attivano nella lettura/scrittura, per verificare quanto questi siano in qualche modo condizionati, o addirittura distorti dalle nuove tecnologie. Tra le altre interessanti considerazioni che emergono da questo libro, ce n’è una che, seppure solamente accennata, è particolarmente suggestiva e meriterebbe approfondimento.

La scrittura può forse essere considerata come la più grande scoperta dell’uomo, in quanto ha fortemente inciso non tanto sulla diffusione della cultura (nei millenni con la progressiva alfabetizzazione delle popolazioni, questa è diventata sempre più accessibile, più “democratica”), quanto sulle stesse strutture cerebrali, modificando il pensiero stesso dell’umanità. A differenza del linguaggio o della postura eretta, la lettura non è un’abilità innata nell’uomo: Continua a leggere

Foyles

L’estate scorsa ero a Londra e tra le altre cose sono andata da Foyles, la più grande libreria d’Europa, oltre che, credo, una delle più antiche (1903 è l’anno di fondazione).
Qualche anno fa Foyles ha acquisito Grant & Cutler, la libreria con uno dei più vasti cataloghi di libri stranieri al mondo, e a questo catalogo ha dedicato un intero piano. In bella mostra su vecchi scaffali di legno, migliaia di volumi in più di 150 lingue diverse: dall’aramaico al giapponese, dal polacco allo zulu, dal cinese al greco. Tutte le lingue del mondo messe lì. Tutti gli alfabeti. Tutti i caratteri. Alcuni noti, altri indecifrabili, tutti o quasi assolutamente incomprensibili.
Spulciare tra quegli scaffali è stato sorprendente. E più mi avventuravo tra pagine sconosciute, da leggere dalla fine, all’incontrario, dall’alto in basso, cresceva un’inaspettata sensazione: una specie di euforia e un mai provato senso di appartenenza all’umanità.

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