Il Cliente

Ho sempre avuto un’ammirazione incondizionata per gli addetti ai rapporti con la clientela, quelli del front office, del customer care per usare un gergo tecnico. Quelli cioè che hanno a che fare con clienti esigenti, noiosi e arroganti. Come a volte sanno essere.
Sono un editoriale, in casa editrice mi occupo di contenuti, e solo in casi eccezionali e “gravissimi” mail e telefonate dei lettori arrivano a me. Eppure quelle rare volte in cui sono stata costretta a relazionarmi con il Cliente finale, il mio sistema nervoso ne ha risentito.
Non so perché ma il Cliente finale mi irrita. Mi irrita con richieste, pretese e osservazioni, spesso pedanti e sgarbate, il più delle volte pretestuose.
Una volta una tipa chiamò in casa editrice, furente, per segnalare un errore gravissimo su un nostro volume. Uno dei nostri pazienti addetti all’assistenza clienti, dopo aver sostenuto l’onda d’urto, non poté fare altro che metterla in contatto con un responsabile, cioè io.

IO: Buongiorno, mi dica…
CLIENTE: Finalmente! C’è un errore gravissimo sul vostro libro XXYY. Non c’è corrispondenza tra capitoli e paragrafi del manuale con l’indice sommario del volume.
IO: Sì, effettivamente c’è un errore nell’indice, nella numerazione delle pagine. L’errore è relativo solo a primi tre capitoli. Ce ne scusiamo.
CLIENTE: L’indice dice che il Capitolo 3 finisce a pag. 98, mentre in realtà finisce a pag. 96!!!
IO: Sì, come le ho detto, c’è stato un errore nella numerazione delle pagine dell’indice.
CLIENTE: Voglio il rimborso del prezzo del libro!
IO: …. Guardi che l’errore di numerazione è relativo solo ai primi tre capitoli e si tratta di uno sfalsamento di 2 pagine. Il resto dell’indice è corretto.
CLIENTE: E come faccio a essere sicura che nei i primi tre capitoli non manchino 2 pagine e invece l’indice è corretto?!!!! Voglio il rimborso del prezzo del libro!

Di aneddoti del genere potrei raccontarne molti altri.
E se non avessi avuto io stessa la sventura di imbattermi in queste imprevedibili richieste, avrei licenziato come fandonie le scenette descritte ne “Avete il gabbiano Jonathan Listerine? (e altri incontri ravvicinati in una libreria di provincia)” di Sergio Amato. Con dei dialoghi del tutto simili a quello che avete letto sopra (l’idea l’ho copiata da lì!), un esperto libraio, a volte sornione e provocatore, racconta i suoi incontri ravvicinati con una clientela variopinta quale può essere quella di una bellissima città turistica, Siracusa.
Uno “stupidario” che scorre veloce (si legge in un’ora), divertente soprattutto per librai ed editori che leggendolo vorranno sicuramente raccontare la loro.

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