La legge di Murphy in casa editrice* (parte prima)

 

Se l’ultima bozza può andar male… lo farà

Le convenzioni grafiche che si è deciso di utilizzare sono sempre quelle meno ricorrenti nelle bozze che si sta lavorando.

Non esiste nulla di meno definitivo dell'”impaginato definitivo”.

I libri chiudono ad un numero di pagine esattamente equidistante tra la prima e l’ultima pagina di un trentaduesimo.
Corollario: E ora con che cosa riempiamo 16 pagine?

R=N+1, dove R è il numero dei richiami alle note e N è il numero complessivo delle note.
Corollari: N=R-1;  N-R=1

Per la prima legge della tipografia, il colore della copertina è sempre di una sfumatura esattamente contraria a quella del pantone che si era scelto.

Regole massime delle testatine

È inutile controllare le testatine… hanno vita autonoma e si cambiano da sole.

Le testatine le ha sempre controllate qualcun altro.

La possibilità di scoprire in tempo utile un errore nella numerazione delle pagine è inversamente proporzionale allo stato di avanzamento dell’indice analitico.

Nulla è più perfettibile di un indice analitico.

* adattamento libero da “La legge di Murphy in redazione” di Francesco M. Landolfi.

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