La legge di Murphy in casa editrice* (giuridica) (seconda parte)

 

Legge della mobilità legislativa

La millenaria inerzia del legislatore è smossa solo dall’arrivo delle terze bozze.

Il legislatore più infido si informa su quali sono i libri e i codici in tipografia, per poi approvare con straordinaria speditezza le leggi che possano renderli subito del tutto obsoleti.

Il legislatore più carogna riesce a modificare e abrogare nel breve spazio di tempo che intercorre tra la tipografia e la libreria.

Il principio primo dell’esplicazione giuridica

Non si può esplicare la parola “diritto”.
Si può tranquillamente esplicare “civile”.
Ci sono problemi a esplicare la parola “penale”.

Principio di assolutezza dell’editore

Si può impedire tutto ma non l’editore.

Si scrive Editore e non editore.
(glossa apocrifa di redattore solerte)

Corollario del principio di assolutezza dell’editore

Si scrive Caporedattore e non caporedattore.
(glossa apocrifa di caporedattore)

Teorema dell’incomunicabilità

Il responsabile della fotocomposizione è al telefono.

Il direttore di produzione è al telefono.

Il direttore generale è al telefono.

Il grafico è al telefono.

Dov’è il telefono?

Telefono?

Chi sta al telefono sulla 1?

Chi sta al telefono sulla 2?

Chi sta al telefono sulla 3?

Avete mai pensato ai piccioni viaggiatori?

Ti mando una email

Ti è arrivata l’email?

* adattamento libero da “La legge di Murphy in redazione” di Francesco M. Landolfi.

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