è settembre e i libri di testo costano troppo

Ho comprato ieri un diario per la scuola, uno di quelli in miniatura che si usano ora (ma come fanno a scriverci l’assegno?!). Serve a mia figlia che va al terzo liceo scientifico. L’ho pagato € 15,00: € 15,00 per poco più di 300 pagine bianche a quadretti con qualche disegnino.
Poi ho comprato anche un libro: un libro di Storia dell’arte (lo trovate qui: è il vol. C). Bel formato grande, a 4 colori, pieno di immagini e di testi complessi (d’altra parte è il libro di arte per un liceo scientifico), ottimo editore, pag. 276 + contenuti digitali. Tutto a € 16,90.
Al confronto il diario mi è sembrato un vero e proprio furto. Continua a leggere

la forma del libro

Nel 1452 Gutenberg stampa il primo libro, la Bibbia a 42 linee.
Da quel momento la stampa a caratteri mobili si diffonde rapidamente in tutta Europa. Già nel 1460 erano numerose le tipografie in tutte le più importanti città. L’Italia, soprattutto per le commissioni delle autorità ecclesiastiche che avevano bisogno di testi sacri, messali e breviari, diventa il centro della produzione libraria. Nella sola Venezia nel 1470 Continua a leggere

apologia di reato

E’ stato ieri ritrovato Leggiu, il furgoncino con inclusa libreria che era stato rubato pochi giorni prima con il suo carico di libri.
Rubare furgoni è sicuramente un reato, rubare furgoni carichi di libri destinati a chi, quei libri, ha difficoltà a raggiungere è un reato ancora più deprecabile.
Quello che dal web e dai giornali non è emerso ma che ho, invece, distrattamente sentito in un servizio al TG1 (potete vederlo qui se vi va di sorbirvi un po’ di pubblicità), è che prima di abbandonare la refurtiva il ladro o i ladri si sono portati via uno scaffale di libri.
E non so perché ma non riesco proprio a considerarlo un reato.
Trovo invece che sarebbe stato un delitto se quel ladro, avendo a disposizione tanti libri, non avesse provato la curiosità di aprirne almeno uno.
Invece quella curiosità l’ha avuta e se è portato via un intero scaffale.
Fortunatamente i ladri di libri esistono ancora…

 

  

emergenze nazionali

L’altro giorno il Centro per il libro e la lettura ha pubblicato, come di consueto ormai da tre anni, il suo Rapporto sulla lettura dei libri in Italia. Il dato più rilevante e al tempo stesso drammatico è che il numero dei lettori in Italia è sceso ancora: nel 2011 i lettori erano il 49% della popolazione, nel 2013 sono scesi al 43%. Meno di un italiano su due legge.

Se si aggiunge a questo dato l’altro pubblicato dall’ISTAT qualche mese fa – in Italia il 10% delle famiglie non possiede nemmeno un libro in casa – c’è da mettersi le mani nei capelli.

Non dico che non si legge Eco, Alda Merini, o che so, Elias Canetti, ma non si legge nemmeno Fabio Volo, Moccia o Stephen King.

Non si legge. Punto. Continua a leggere