Foyles

L’estate scorsa ero a Londra e tra le altre cose sono andata da Foyles, la più grande libreria d’Europa, oltre che, credo, una delle più antiche (1903 è l’anno di fondazione).
Qualche anno fa Foyles ha acquisito Grant & Cutler, la libreria con uno dei più vasti cataloghi di libri stranieri al mondo, e a questo catalogo ha dedicato un intero piano. In bella mostra su vecchi scaffali di legno, migliaia di volumi in più di 150 lingue diverse: dall’aramaico al giapponese, dal polacco allo zulu, dal cinese al greco. Tutte le lingue del mondo messe lì. Tutti gli alfabeti. Tutti i caratteri. Alcuni noti, altri indecifrabili, tutti o quasi assolutamente incomprensibili.
Spulciare tra quegli scaffali è stato sorprendente. E più mi avventuravo tra pagine sconosciute, da leggere dalla fine, all’incontrario, dall’alto in basso, cresceva un’inaspettata sensazione: una specie di euforia e un mai provato senso di appartenenza all’umanità.

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libri e bambini

Sono una lettrice “forte”. Da bambina. E uno dei miei obiettivi di mamma è stato, sin dal primo pancione, quello di trasmettere l’amore della lettura alle mie figlie.
Mi sono documentata: le tavole della legge per me rimangono ancora scolpite in Come un romanzo di Pennac, ma ho studiato anche altro, anche di pedagogisti un po’ noiosi (se vi volete documentare anche voi qui c’è una piccola bibliografia). Alla fine tutti giungono alla conclusione che la predisposizione genetica conti poco e che lettori si può diventare. Spetta soprattutto agli adulti (genitori e insegnanti) instillare il piacere della lettura ai piccoli.
E allora con la prima, che ora ha 15 anni, mi sono rimboccata le maniche: Continua a leggere

Il Cliente

Ho sempre avuto un’ammirazione incondizionata per gli addetti ai rapporti con la clientela, quelli del front office, del customer care per usare un gergo tecnico. Quelli cioè che hanno a che fare con clienti esigenti, noiosi e arroganti. Come a volte sanno essere.
Sono un editoriale, in casa editrice mi occupo di contenuti, e solo in casi eccezionali e “gravissimi” mail e telefonate dei lettori arrivano a me. Eppure quelle rare volte in cui sono stata costretta a relazionarmi con il Cliente finale, il mio sistema nervoso ne ha risentito. Continua a leggere

bulimico o anoressico?

I libri sono tanti.
A volte se scorro la mia “Lista desideri” di Anobii sono presa da smarrimento.
Io sono una a leggere e quelli, a scrivere, milioni.
Se voglio riuscire a leggere tutto devo fare in fretta…
Il senso di inadeguatezza a me provoca bulimia. A Troisi, più intelligente, anoressia.
Vista la citazione il video è d’obbligo, ma io vi lascio. Corro a leggere. 🙂

apologia di reato

E’ stato ieri ritrovato Leggiu, il furgoncino con inclusa libreria che era stato rubato pochi giorni prima con il suo carico di libri.
Rubare furgoni è sicuramente un reato, rubare furgoni carichi di libri destinati a chi, quei libri, ha difficoltà a raggiungere è un reato ancora più deprecabile.
Quello che dal web e dai giornali non è emerso ma che ho, invece, distrattamente sentito in un servizio al TG1 (potete vederlo qui se vi va di sorbirvi un po’ di pubblicità), è che prima di abbandonare la refurtiva il ladro o i ladri si sono portati via uno scaffale di libri.
E non so perché ma non riesco proprio a considerarlo un reato.
Trovo invece che sarebbe stato un delitto se quel ladro, avendo a disposizione tanti libri, non avesse provato la curiosità di aprirne almeno uno.
Invece quella curiosità l’ha avuta e se è portato via un intero scaffale.
Fortunatamente i ladri di libri esistono ancora…

 

  

scintille

Oggi c’è stata l’ultima lezione del mio corso “Editoria Digitale”. Per 4 settimane ho avuto davanti una sala con più di 30 redattori di grande esperienza, anche se con competenze e conoscenze molto diverse tra loro. Tutti hanno mostrato interesse.

Per me è stata, oltre che una bella esperienza umana, l’occasione per mettere ordine tra i tanti libri, appunti, impressioni e considerazioni che ormai da dieci anni “raccolgo” sul tema ebook e co.
I libri, la lettura, i lettori stanno cambiando e la consapevolezza di stare assistendo “dal vivo” a un momento epocale per il mondo dell’editoria è a volte, per me, una sensazione eccitante, che stimola come non mai alla sperimentazione.

Chissà se, oltre a un bel po’ di nozioni e numeri di sicuro noiosi, sarò riuscita a trasmettere loro anche una scintilla di entusiasmo.

Questo è il mio blog

Sì, questo è il mio blog.

Il titolo Blog on Book (poco originale, come non ha mancato di evidenziare un mio amico) è stato scelto solo per una certa assonanza con knock on wood. E per una napoletana, un elemento anche solo vagamente scaramantico non è cosa da sottovalutare.

Per il resto, io leggo e faccio libri. E quindi solo di libri posso parlarvi.