libri e bambini

Sono una lettrice “forte”. Da bambina. E uno dei miei obiettivi di mamma è stato, sin dal primo pancione, quello di trasmettere l’amore della lettura alle mie figlie.
Mi sono documentata: le tavole della legge per me rimangono ancora scolpite in Come un romanzo di Pennac, ma ho studiato anche altro, anche di pedagogisti un po’ noiosi (se vi volete documentare anche voi qui c’è una piccola bibliografia). Alla fine tutti giungono alla conclusione che la predisposizione genetica conti poco e che lettori si può diventare. Spetta soprattutto agli adulti (genitori e insegnanti) instillare il piacere della lettura ai piccoli.
E allora con la prima, che ora ha 15 anni, mi sono rimboccata le maniche: Continua a leggere

La legge di Murphy in casa editrice* (giuridica) (seconda parte)

 

Legge della mobilità legislativa

La millenaria inerzia del legislatore è smossa solo dall’arrivo delle terze bozze.

Il legislatore più infido si informa su quali sono i libri e i codici in tipografia, per poi approvare con straordinaria speditezza le leggi che possano renderli subito del tutto obsoleti.

Il legislatore più carogna riesce a modificare e abrogare nel breve spazio di tempo che intercorre tra la tipografia e la libreria.

Il principio primo dell’esplicazione giuridica Continua a leggere

La legge di Murphy in casa editrice* (parte prima)

 

Se l’ultima bozza può andar male… lo farà

Le convenzioni grafiche che si è deciso di utilizzare sono sempre quelle meno ricorrenti nelle bozze che si sta lavorando.

Non esiste nulla di meno definitivo dell'”impaginato definitivo”.

I libri chiudono ad un numero di pagine esattamente equidistante tra la prima e l’ultima pagina di un trentaduesimo.
Corollario: E ora con che cosa riempiamo 16 pagine?

R=N+1, dove R è il numero dei richiami alle note e N è il numero complessivo delle note.
Corollari: N=R-1;  N-R=1

Per la prima legge della tipografia, Continua a leggere

Il Cliente

Ho sempre avuto un’ammirazione incondizionata per gli addetti ai rapporti con la clientela, quelli del front office, del customer care per usare un gergo tecnico. Quelli cioè che hanno a che fare con clienti esigenti, noiosi e arroganti. Come a volte sanno essere.
Sono un editoriale, in casa editrice mi occupo di contenuti, e solo in casi eccezionali e “gravissimi” mail e telefonate dei lettori arrivano a me. Eppure quelle rare volte in cui sono stata costretta a relazionarmi con il Cliente finale, il mio sistema nervoso ne ha risentito. Continua a leggere

l’ostentata incomprensibilità dei giuristi

Lavoro in una casa editrice di testi prevalentemente giuridici e spesso sono costretta a imbattermi in frasi del genere:

Orbene, a parte il rilievo che come questa Corte ha già avuto modo di precisare ai fini dell’accoglimento della domanda è irrilevante l’erronea denominazione del tipo di pregiudizio non patrimoniale di cui si chiede il risarcimento del danno non patrimoniale se ad esso sia stato fatto riferimento in un contesto nel quale era stato richiesto il risarcimento del danno non patrimoniale, evidentemente senza limitazioni connesse solo ad alcune e  non ad altre conseguenze pregiudizievoli derivatene (v. Cass. 9/3/2012, n. 3718 ecc.), in presenza di una domanda sin dall’origine dagli odierni ricorrenti ed originari attori estesa a tutti i danni (patrimoniali e non patrimoniali) subiti in conseguenza del sinistro de quo (“voglia il Tribunale… condannare i convenuti a risarcire agli attori tutti i danni da costoro subiti in seguito ai fatti di causa, iure proprio e iure successionis, così come azionati e sotto tutti gli aspetti risarcibili, patrimoniali e non patrimoniali, nella misura che sarà ritenuta di giustizia in esito agli accertamenti istruttori”: v. atto di citazione in primo grado dei sigg. S.M. e C., P.V. ed E.F., in atti, riprodotto anche dai controricorrenti e ricorrenti incidentali nel rispettivo controricorso e ricorso incidentale), in particolare, la corte di merito, dopo averne correttamente riconosciuto la ricorrenza nella specie, ha immotivatamente e contraddittoriamente non quantificato l’incidenza del danno esistenziale sofferto dal S.M. nella determinazione del complessivo ammontare del danno non patrimoniale al medesimo spettante e trasmissibile iure hereditatis ai figli, la relativa valutazione d’altro canto non emergendo operata nei suoi propri termini di sconvolgimento dell’esistenza dal medesimo sofferto (e invero nemmeno altrimenti considerata sotto il profilo degli aspetti relazionali connessi al danno biologico), al riguardo essendosi essa limitata a valutare l'”aggravamento” dello “stato di depressione, documentata dalle cartelle cliniche in atti”.

Meritereste un premio solo per essere arrivati fin qui, Continua a leggere

la forma del libro

Nel 1452 Gutenberg stampa il primo libro, la Bibbia a 42 linee.
Da quel momento la stampa a caratteri mobili si diffonde rapidamente in tutta Europa. Già nel 1460 erano numerose le tipografie in tutte le più importanti città. L’Italia, soprattutto per le commissioni delle autorità ecclesiastiche che avevano bisogno di testi sacri, messali e breviari, diventa il centro della produzione libraria. Nella sola Venezia nel 1470 Continua a leggere

bulimico o anoressico?

I libri sono tanti.
A volte se scorro la mia “Lista desideri” di Anobii sono presa da smarrimento.
Io sono una a leggere e quelli, a scrivere, milioni.
Se voglio riuscire a leggere tutto devo fare in fretta…
Il senso di inadeguatezza a me provoca bulimia. A Troisi, più intelligente, anoressia.
Vista la citazione il video è d’obbligo, ma io vi lascio. Corro a leggere. 🙂