21 letterine o poco più

Maryanne Wolf, l’autrice del libro Proust e il calamaro, è una neuroscienziata americana, che partendo dalla preoccupazione tipicamente materna, di quanto pc e tablet possano condizionare le strutture cerebrali dei nostri figli, ha cominciato a concentrare la sua ricerca sui meccanismi cognitivi che si attivano nella lettura/scrittura, per verificare quanto questi siano in qualche modo condizionati, o addirittura distorti dalle nuove tecnologie. Tra le altre interessanti considerazioni che emergono da questo libro, ce n’è una che, seppure solamente accennata, è particolarmente suggestiva e meriterebbe approfondimento.

La scrittura può forse essere considerata come la più grande scoperta dell’uomo, in quanto ha fortemente inciso non tanto sulla diffusione della cultura (nei millenni con la progressiva alfabetizzazione delle popolazioni, questa è diventata sempre più accessibile, più “democratica”), quanto sulle stesse strutture cerebrali, modificando il pensiero stesso dell’umanità. A differenza del linguaggio o della postura eretta, la lettura non è un’abilità innata nell’uomo: Continua a leggere