21 letterine o poco più

Maryanne Wolf, l’autrice del libro Proust e il calamaro, è una neuroscienziata americana, che partendo dalla preoccupazione tipicamente materna, di quanto pc e tablet possano condizionare le strutture cerebrali dei nostri figli, ha cominciato a concentrare la sua ricerca sui meccanismi cognitivi che si attivano nella lettura/scrittura, per verificare quanto questi siano in qualche modo condizionati, o addirittura distorti dalle nuove tecnologie. Tra le altre interessanti considerazioni che emergono da questo libro, ce n’è una che, seppure solamente accennata, è particolarmente suggestiva e meriterebbe approfondimento.

La scrittura può forse essere considerata come la più grande scoperta dell’uomo, in quanto ha fortemente inciso non tanto sulla diffusione della cultura (nei millenni con la progressiva alfabetizzazione delle popolazioni, questa è diventata sempre più accessibile, più “democratica”), quanto sulle stesse strutture cerebrali, modificando il pensiero stesso dell’umanità. A differenza del linguaggio o della postura eretta, la lettura non è un’abilità innata nell’uomo: Continua a leggere

libri e bambini

Sono una lettrice “forte”. Da bambina. E uno dei miei obiettivi di mamma è stato, sin dal primo pancione, quello di trasmettere l’amore della lettura alle mie figlie.
Mi sono documentata: le tavole della legge per me rimangono ancora scolpite in Come un romanzo di Pennac, ma ho studiato anche altro, anche di pedagogisti un po’ noiosi (se vi volete documentare anche voi qui c’è una piccola bibliografia). Alla fine tutti giungono alla conclusione che la predisposizione genetica conti poco e che lettori si può diventare. Spetta soprattutto agli adulti (genitori e insegnanti) instillare il piacere della lettura ai piccoli.
E allora con la prima, che ora ha 15 anni, mi sono rimboccata le maniche: Continua a leggere

emergenze nazionali

L’altro giorno il Centro per il libro e la lettura ha pubblicato, come di consueto ormai da tre anni, il suo Rapporto sulla lettura dei libri in Italia. Il dato più rilevante e al tempo stesso drammatico è che il numero dei lettori in Italia è sceso ancora: nel 2011 i lettori erano il 49% della popolazione, nel 2013 sono scesi al 43%. Meno di un italiano su due legge.

Se si aggiunge a questo dato l’altro pubblicato dall’ISTAT qualche mese fa – in Italia il 10% delle famiglie non possiede nemmeno un libro in casa – c’è da mettersi le mani nei capelli.

Non dico che non si legge Eco, Alda Merini, o che so, Elias Canetti, ma non si legge nemmeno Fabio Volo, Moccia o Stephen King.

Non si legge. Punto. Continua a leggere